17. feb, 2017
16. gen, 2017

Ostia, Trofeo Lidense. Domenica 15 gennaio 2017. Prima gara del Criterium.

Il meteo prevedeva gelo artico, venti polari e, nelle previsioni più audaci, addirittura rischio neve. La situazione alla partenza: 8 gradi, cielo aperto e quasi totale assenza di vento. Condizioni per correre più che favorevoli.

Rispetto agli scorsi anni cambia la partenza: non più a Piazzale Magellano nel senso di marcia ma nella più stretta via laterale dove è previsto anche l’arrivo. Per il resto percorso classico sul lungomare, giro intero della pineta di Castel Fusano intervallato da una chilometrata abbondante di Cristoforo Colombo e finale nuovamente tra lungomare e vie interne.

Diversi gli elementi d’interesse per la nostra squadra: alcuni sono qui per un test per la Roma-Ostia e/o la Maratona di Roma, altri per svolgere un allenamento a ritmo medio in vista della Corsa di Miguel che si svolgerà tra due settimane. Tutti invece per partecipare al Criterium e contribuire ad un posto nelle prime venti società. Obiettivo raggiunto quest’ultimo grazie ai 21 atleti/atlete che hanno tagliato il traguardo contribuendo al conseguimento del sedicesimo posto finale.

A livello individuale vanno registrate le prestazioni di Giuseppe D’Antone, al rientro dopo l’infortunio alla terza tappa delle Corri per il Verde, che vince la categoria SM55 (3.43 min/km di media); quarto posto nella stessa categoria per Fabio Sabbatini e nona piazza per Italo Merolli nella SM50. Per le donne ottimo dodicesimo posto assoluto per Roberta Luttazi, quarta nella SF40; seconda invece Valentina Ferrari nella categoria SF.

Prossima gara di Criterium per gli uomini Master il 12 febbraio: ad Ariccia si svolgerà il CDS Cross Master valido anche come Campionato Regionale Individuale di Cross Master. Per tutti invece appuntamento al XMilia in programma domenica 26 febbraio a Tor Vergata.

Queste le classifiche finali:

Giuseppe D’Antone 00:55:56 (1° SM55)
Fabio Sabbatini 00:58:00 (4° SM55)
Italo Merolli 00:59:22 (9° SM50)
Andrea Di Somma 01:00:16
Cosimo Ventafridda 01:01:51
Roberta Luttazi 01:05:11 (5° SF40)
Alberto Alfieri 01:06:00
Massimo Castellano 01:07:02
Valentina Ferrari 01:08:17 (3° SF)
Riccardo Cipolloni 01:08:42
Marco Tufo 01:12:35
Claudio Assante 01:13:00
Gianluca Tibaldi 01:13:01
Ciro Tufo 01:15:09
Ambra Tarquini 01:15:30
Raffaele Mastrolorenzo 01:15:25
Giampaolo Baracaia 01:18:45
Franco Tarquini 01:21:09
Maria Sica 01:21:13
Matteo Simone 01:24:06
Gianluca Di Pietrangelo 01:35:29

 

By Andrea Di Somma

9. gen, 2017

Presentazione del Criterium 2017 dell’Atletica La Sbarra & I Grilli Runners

Scrivo queste poche righe per presentare ufficialmente il Criterium della nostra Società per l’anno 2017. Come riportato anche nel regolamento, a differenza di altri sistemi di criterium, il nostro predilige le competizioni in cui è prevista una classifica di società. Questo perché vogliamo promuovere, in maniera sostenibile, il messaggio di identità e unità di squadra. Attraverso questo sistema, pur non rinunciando ad una sana e genuina competizione interna, saremo portati tutti quanti a tifare per i nostri compagni di squadra, spingendoli ad ottenere un risultato e una performance migliore utile sia per loro stessi sia per il team.

Proprio per questo motivo saranno proposte manifestazioni in cui sarà prioritaria la classifica a squadre: Staffetta 12x Mezz’ora (10 giugno); Staffetta 12x1 Ora (16 settembre); Maratona di Roma a Staffetta (ottobre); Corri per il Verde (4 tappe tra novembre e dicembre).

All’interno del calendario presente sul nostro sito saranno proposte una serie di gare contraddistinte dal simbolo del “grillo sulla sbarra”: queste saranno le manifestazioni dove, grazie alla presenza e alle prestazioni sportive degli atleti e delle atlete, sarà possibile partecipare a specifiche classifiche per società, contribuendo così a sviluppare il blasone del nostro team.

Il “grillo sulla sbarra” ha lo scopo di simboleggiare un ostacolo difficile da superare ma che diventa più agevole se siamo in tanti a farlo insieme.

Essendo il calendario gare in perenne evoluzione inseriremo le gare nel calendario ogni tre mesi circa per avere il modo di valutare al meglio le possibilità che il programma podistico regionale e nazionale ci offre.

Inoltre in questo modo tutti voi avrete tutti la possibilità di indicare una o più manifestazioni sportive che possiedono caratteristiche ottimali per il nostro team. Per farlo vi sarà sufficiente contattare me o Italo.

Nel calendario proporremo anche delle gare consigliate che non faranno punteggio ma alle quali sarà possibile partecipare per garantire alla nostra società un costante aumento di visibilità e blasone.

Parallelamente si svilupperà anche un criterium per le gare in pista che prenderà il via in primavera.

Appuntamento dunque il prossimo 15 gennaio ad Ostia, al Trofeo Lidense, la prima gara del Criterium 2017. Una classica del podismo romano giunta alla ventesima edizione che, con i suoi 15 Km veloci e pianeggianti, permetterà ai partecipanti di eseguire un valido test per distanze superiori.

By Andrea Di Somma

9. gen, 2017

Il punto di vista di un presidente su organizzazione, coinvolgimento, risultati, clima di squadra.

Qual è stato il tuo percorso come atleta? “Ho iniziato a correre nel 2007 quando vivevo in Spagna, a Sevilla, lungo le rive del Guadalquivir. Dal 2010 mi sono tesserato con l’Atletica La Sbarra e ho iniziato a gareggiare. Ho sempre fatto sport: da juniores praticavo windsurf a livello agonistico, successivamente sono passato alla mountain bike.”

Come hai conosciuto la tua società, hai un ruolo all’interno?Mia moglie da cadetta si allenava a Tor Tre Teste nel team di Pascolini e nel parco ha conosciuto diversi atleti/e che proprio in quel periodo stavano fondando l’Atletica La Sbarra. Diversi anni dopo abbiamo rincontrato alcuni di loro e abbiamo scelto di tesserarci poiché condividevamo gli obiettivi e i principi che la società promuoveva. Dal 2013 mi occupo della gestione della squadra a livello dirigenziale e dal 2015 svolgo il ruolo di Presidente. Occuparmi della squadra è anche una sorta di fuga dai problemi della quotidianità.”

Come mai partecipi alla Corri per il verde individualmente e di squadra?Partecipo ininterrottamente dal 2010. Condivido pienamente gli ideali storici di questa manifestazione sportiva: il rilancio di aree verdi in zone marginali della città caratterizzate spesso da situazioni di degrado urbanistico. Considero le aree verdi urbane luoghi in cui è possibile riscoprire uno spirito di collettività contrastando il disagio sociale che talvolta caratterizza questi quartieri. In questi anni ho avuto modo di conoscere dei parchi, che non avevo mai visitato, con delle potenzialità di ripresa enormi per il territorio periferico romano.”

In che modo coinvolgi gli atleti a partecipare alla corri per il verde? “Esiste una forte componente storica della mia società a questa manifestazione che semplifica il lavoro di coinvolgimento degli atleti. Inoltre anche i risultati hanno il loro peso specifico: i due terzi posti al maschile delle ultime due edizioni hanno contribuito ad aumentare la partecipazione e l’interesse da parte anche di coloro che non amano particolarmente il cross. Il mio contributo è stato più di coordinamento. Poi dietro le quinte il lavoro che io e Italo Merolli svolgiamo è molto intenso, ma la soddisfazione di portare a correre tutte quelle persone insieme per un unico obiettivo ripaga di tutta la fatica organizzativa.

Quali sono i rapporti con gli organizzatori e le altre squadre partecipanti? “UISP va avanti per la sua strada e se sono 45 anni che stanno sul pezzo i meriti sono indiscutibili. A livello di gestione e di segreteria fanno un lavoro molto importante e la passione che ci mettono è il motivo principale della longevità di questa competizione. Nella logistica ci sono a mio avviso piccole cose da migliorare, soprattutto in funzione del lavoro di noi dirigenti di società, ma chi partecipa a gare di cross possiede uno spirito di adattamento molto alto. Con le altre squadre partecipanti durante le manifestazioni ci sono purtroppo poche opportunità di familiarizzare in virtù delle molte pratiche burocratiche e logistiche da svolgere durante la mattina delle gare. Personalmente ho diversi amici che corrono con Vitamina Running Team che ritrovo sempre con estremo piacere alle gare.

Ti aspettavi questo risultato di squadra ottenuto fino a questo momento?Onestamente al maschile si, magari non con questo distacco così ampio e con questa media punti così alta. Con gli uomini abbiamo già superato il punteggio che era servito lo scorso anno a Romatletica Footworks per vincere la Corri per il Verde e manca ancora una tappa. L’obiettivo iniziale era vincere con gli uomini e centrare il podio con le donne (che al momento sono quarte in classifica a 500 punti da Rifondazione Podistica). Il fattore principale è stata l’unione delle due principali società del Parco di Tor Tre Teste, L’Atletica La Sbarra da una parte e I Grilli Runners dall’altra, che ha di fatto accresciuto quantitativamente e qualitativamente i valori tecnici della squadra. Non a caso abbiamo voluto lasciare entrambi i nomi, proprio per rendere ancora più evidente l’identità definita di due gruppi che hanno scelto di proseguire insieme un percorso non solo sportivo ma anche e soprattutto umano, che prosegue anche al di fuori del campo gara.”

Quali sono i fattori che contribuiscono alla performance della squadra? “Senz’altro l’amicizia che lega molti di noi da tanti anni. Fino a pochi mesi fa alcuni di noi correvano per due squadre diverse ma ci si frequentava molto anche al parco, in allenamento e in altri momenti di svago. Un obiettivo sportivo a breve scadenza come la Corri per il Verde ha contribuito a consolidare il gruppo e a far sentire i nuovi arrivati subito al centro di qualcosa di importante. Ci sono poi delle persone chiave intorno a me e Italo Merolli che hanno partecipato al coinvolgimento generale di tutti: Alberto Alfieri, Vincenzo Ciurleo, Domenico De Vito e Matteo Simone sono coloro che più di tutti ci hanno aiutato ad armonizzare e a gestire le emergenze migliorando la performance di squadra.”

Qual è stata la gara della tua vita e la miglior performance della tua squadra? “Sono affezionato a molte gare corse insieme a mia moglie e ai miei amici. Se devo sceglierne una dico la Roma-Ostia di quest’anno corsa in 1 ora e 28 minuti (prima volta in mezza maratona sotto l’ora e mezza) insieme al mio grande amico Raffaele Mastrolorenzo che mi ha supportato e sopportato emotivamente. Comunque spero sempre che la gara della vita, sia a livello individuale sia di squadra, debba ancora arrivare. I miei obiettivi comunque viaggiano paralleli a quelli del team e se dovessimo alla fine vincere questa Corri per il Verde mi auguro sia un punto di partenza e non di arrivo. Mi piacerebbe molto vincere questa manifestazione anche in campo femminile.”

Nel tuo sport ti va di descrivere un episodio curioso o divertente personale e/o di squadra? “Riguardano tutti Thi Kim Thu Zervos che è al tempo stesso la persona più fuori di testa che conosco nel mondo del running ma con delle doti umane davvero rare da incontrare. Alla 12xMezzora a Caracalla nel 2014 doveva correre la penultima frazione (alle 23.00) e la squadra femminile era in testa di pochi metri: aveva una frazione molto favorevole per chiudere i giochi, solo che era completamente sparita. Non c’erano sue notizie e non rispondeva al telefono. Si presenta al campo gara in infradito alle 22.58, la spingo dentro la gabbia di partenza e corre la sua frazione senza indossare i calzini e senza fare neanche un minuto di riscaldamento. Ciò nonostante corse una grande frazione mettendo al sicuro la vittoria finale. Come Atletica La Sbarra è stata la prima gara a squadre femminile vinta in assoluto.”

Quali sono le sensazioni che sperimenti facendo sport: pregara, in gara, post gara? “Pregara: me lo godo poco quando sono impegnato nelle faccende di squadra, tra la sistemazione del gazebo e il ritiro e la distribuzione dei pettorali. 2-3 volte l’anno mi concedo una gara in solitudine fuori Roma per vedere facce diverse e godermi la sana tensione del pregara. In gara: agonismo però anche divertimento. In tanti anni di gare ho imparato a controllarmi e gestirmi abbastanza bene. Paradossalmente riesco a rimanere più concentrato se la gara è lunga. La sensazione che preferisco durante la gara è la fatica, non riesco a farne a meno. Postgara: rimango in trance agonistica per parecchie ore dopo la gara. Non rinuncio mai ad andare insieme ai miei compagni ad un bar di Tor Tre Teste, che è un po’ il nostro covo, per commentare la gara e le prestazioni di tutti.

Quali sono le difficoltà, a cosa devi fare attenzione all’interno della tua squadra? “Le difficoltà gestionali sono all’ordine del giorno ma a livello dirigenziale sono affiancato da persone estremamente competenti e in grado di valutare attentamente ogni singola emergenza. Mi confronto molto soprattutto con Italo Merolli, Matteo Simone e Raffaele Vitale e ho totale fiducia nel loro operato. Questa è una componente fondamentale per far si che ci sia armonia nel gruppo e per avere una struttura pluralistica. Ovviamente far conciliare gli obiettivi individuali con quelli di squadra è l’aspetto più difficile da gestire ma il nostro è sempre stato un team che da totale libertà di scelta a livello di calendario sociale. Che tutti si conoscono e molti hanno una profonda amicizia anche al di fuori del mondo del running è senz’altro un vantaggio e un valore potenziale enorme per chi come me e Italo deve coordinare il gruppo. Nell’ultimo periodo faccio più fatica a seguire tutte le novità e gli aggiornamenti in ambito federale che da una parte cercano di migliorare il nostro sport ma dall’altra mettono molti limiti e vincoli che spesso finiscono per penalizzare le ASD più piccole e con meno tesserati.

Cosa ti fa continuare a fare sport individualmente ed all’interno di questa squadra? “Principalmente la voglia di stare con gli amici. In secondo luogo la voglia di far crescere il team condividendo con tutti gli altri tesserati gli obiettivi di sviluppo e progresso.”

Come hai superato eventuali crisi individuali o all’interno della squadra? “In questi anni ho assistito a due momenti di crisi importanti. Il dialogo è stato l’unico mezzo che ho utilizzato per mediare e tentare di risolvere le problematiche generate. Momenti di crisi sono fisiologici all’interno di ogni gruppo e affrontarli in maniera diretta offre la possibilità di migliorarsi e conoscersi meglio; sono queste le circostanze in cui è possibile capire quale contributo si può dare realmente al proprio team. Quando come Atletica La Sbarra si è manifestata l’opportunità di unirsi ad un’altra squadra, facendo tesoro di una precedente simile esperienza accaduta lo scorso anno, ci siamo riuniti in undici: l’unica cosa certa era che qualunque cosa fosse accaduta e qualunque decisione bisognava prendere doveva essere unanime ed esclusivamente a vantaggio della collettività. Non abbiamo trovato subito l’accordo come normale che fosse e ci sono stati anche diversi conflitti che abbiamo risolto non senza accesi dibattiti.”

Quale è un messaggio rivolto a ragazzi e donne per iscriversi alla tua squadra? “Siamo un gruppo molto unito e in questi ultimi quattro anni siamo cresciuti molto. Posso dire con molto orgoglio e piacere che ci sono persone che corrono con noi relativamente da poco tempo e si sono integrate alla grande, pertanto oltre le qualità individuali dei singoli individui c’è anche un gruppo che sta in armonia. L’obiettivo principale rimane lo svago, il divertimento e la spensieratezza. L’orgoglio più grande è però avere a correre con noi, in gare ufficiali, i ragazzi e le ragazze non vedenti e ipovedenti del gruppo Achilles International Roma. Sono già due anni che alcuni atleti della nostra squadra (Raffaele Vitale, Matteo Simone, Mario Ardizzi, Marzio De Blasis, Federica Ferrari) corrono come guide di diversi/e atleti e atlete, in particolare di Ada Maria e Sandro che sono con noi praticamente tutte le domeniche. A proposito di gara della vita: essere al fianco di Ada nei suoi due titoli italiani (5.000 outdoor 2015 e 1.500 metri indoor 2016) mi ha regalato delle sensazioni uniche e un approccio all’atletica molto più umano.

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare individualmente e di squadra? “Continuare a correre, a competere e a vincere con questi colori ogni maledetta domenica.”

a cura di Matteo Simone

9. gen, 2017

Il punto di vista di un vice presidente su organizzazione, coinvolgimento, risultati, clima di squadra.

Qual è stato il tuo percorso come atleta? “Ho sempre praticato sport. A 14 anni ho partecipato ai giochi della gioventù nel mezzofondo con buoni risultati. A 45 anni ho deciso di riprendere a correre per amore della natura e delle sensazioni di libertà che mi da questo Sport.”

Come hai conosciuto la tua società, hai un ruolo all’interno? “Abbiamo creato una piccola Società con amici e colleghi di corsa dello stesso gruppo di allenamento e successivamente ci siamo uniti con un’altra Società che condivide i nostri stessi valori che sono quelli dello sport, del divertimento e della coesione di gruppo.”

Come mai partecipi alla Corri per il verde individualmente e di squadra? “Mi piace correre nei parchi e nei verdi prati proprio per il senso di libertà che mi trasmette. Allo stesso tempo la corri per il verde innalza lo spirito di appartenenza ad una squadra.”

In che modo coinvolgi gli atleti a partecipare alla corri per il verde? “Li invito a partecipare ad una manifestazione dove il senso non è solo la competizione individuale ma è molto importante la partecipazione di tutti i componenti della squadra.”

Quali sono i rapporti con gli organizzatori e le altre squadre partecipanti? “Ottimi. Condividiamo la stessa passione ed anche nella competitività c’è il massimo rispetto e stima.”

Ti aspettavi il risultato di squadra ottenuto fin ora? “Assolutamente no anche se ci speravo.”

Quali sono i fattori che contribuiscono alla performance tua e della squadra? “Per quanto mi riguarda prima e durante una competizione cerco sempre di ascoltare il mio corpo in modo da valutare e quantificare lo sforzo fisico. Ovviamente subentra sempre un fattore di sana competitività e di voglia di terminare nel migliore dei modi la Performance. Alla squadra cerco di trasmettere i valori di senso di appartenenza ad un gruppo che in qualsiasi situazione è sempre presente.”  

Qual è stata la gara della vita e la miglior performance di squadra? “La gara della mia vita è stata la mia prima Maratona di Roma nel 2016 dove senza alcuna esperienza sono riuscito a chiuderla in 2.58.53. La mia squadra sta ottenendo una brillante Performance nella Corri per il Verde 2016.”

Nel tuo sport ti va di descrivere un episodio curioso o divertente personale e/o di squadra?Dopo aver concluso la maratona di Roma non vi dico che fatica per tornare a casa!!! Alla fine eravamo rimasti soli io ed il mio Coach Vincenzo, l’uno più stanco e malandato dell’altro. Non ci rimaneva che percorrere circa 1 km per raggiungere la metro del Circo Massimo in quanto quella del Colosseo era chiusa. Ebbene, per percorrere quel km abbiamo impiegato circa un ora. Ogni 200 metri, colti dalla fatica, siamo stati costretti a fare una pausa e schiacciare una piccolo pisolino. Dopo mille fatiche, arrivati alla metro, abbiamo stentato a trovare la giusta direzione di casa. Entrati nel vagone abbiamo parlato con gente qualunque discutendo di cose qualunque ed essenzialmente prive di senso. Il fatto più ambiguo è stato quando arrivati alla nostra fermata, il Coach ispirato non so da cosa, prima di lasciare il vagone, con espressione lucida ed innocente mi ha chiesto: “ITALO PERCHE’ ERO SEDUTO DA QUELLA PARTE?”.

Quali sensazioni sperimenti facendo sport: pregara, gara, post gara? In genere sono sensazioni di piacere. Prima della gara mi concentro sul percorso e sul riscaldamento. Durante la gara mi lascio andare ed ascolto il mio corpo e i passi della mia cadenza. Il post gara è sempre una festa.”

Quali sono le difficoltà, a cosa devi fare attenzione all’interno della tua squadra? “Nella mia squadra pongo molta attenzione all’armonia di gruppo. Le difficoltà potrebbero presentarsi in quanto maggiore è il numero dei componenti e maggiori sono le esigenze per ognuno di noi. Sono convinto che rispettando e valutando le esigenze di tutti i problemi che potrebbero venir fuori saranno facilmente superabili.”

Cosa ti fa continuare a fare sport individualmente ed all’interno di questa squadra? “Lo sport per me è vita. La vita della squadra per me è linfa vitale.”

Come hai superato eventuali crisi individuali o all’interno della squadra? “Le crisi individuali le ho superate guardandomi allo specchio e dandomi delle risposte. All’interno della squadra ho sempre cercato il massimo rispetto per le esigenze altrui. Improntando i rapporti interpersonali in questa maniera ho sempre cercato di superare eventuali crisi all’interno della squadra.”

Quale messaggio rivolgi a ragazzi e donne per iscriversi alla tua squadra? “La nostra è una squadra dove prevalgono tutti i fattori essenziali per ogni tipo di obiettivo. Lo scopo è quello della pratica sportiva all’insegna della salute e del divertimento ma offriamo anche una grande professionalità e svariate attività all’interno del gruppo. Vedasi Achilles International e il Gruppo di Allenamento.”

Quali sono i sogni che hai realizzato e quali quelli da realizzare individualmente e di squadra? “Il sogno che ho realizzato è quello di poter praticare questo sport divertendomi e di aver raggiunto obiettivi di performance ai quali non pensavo di poter raggiungere. Nella squadra il sogno realizzato è stato quello di appartenere ad una Società nella quale i rapporti sono tutti personali ed informali all’insegna dello Sport e del divertimento. Vorrei che questa squadra consolidasse lo spirito Sportivo attraverso il divertimento, la salute e perché no, magari vincendo una bellissima manifestazione come la CORRI PER IL VERDE.

a cura di Matteo Simone