14. apr, 2016

PERCHE' ERO SEDUTO DA QUELLA PARTE? - MARATONA DI ROMA 2016

Il 10 aprile 2016 anche io ho partecipato alla XXII maratona di Roma del Giubileo. Era già da qualche anno che mi ero prefissato questo obiettivo senza mai riuscirci.  Fino ad allora ”IO”, una maratona non l’avevo “MICA” mai corsa,  ma grazie al mio Coach che sapientemente ha seguito ogni dettaglio della mia preparazione  ed al mio spirito di sacrificio che, con non poche difficoltà incontrate durante il lungo periodo  di avvicinamento all’evento,  sono riuscito ad arrivare al fatidico giorno in condizioni ragguardevoli per poter affrontare questi  42,195 km da percorrere nella mitica CITTA’ ETERNA.

L’obiettivo, molto ambizioso per chi corre la sua prima maratona, era di chiuderla con un tempo inferiore alle 3 ore,  ed inoltre c’era da prendere in considerazione il percorso Romano, tanto bello e suggestivo per quanto difficoltoso ed insidioso,  specie per i suoi 7,5 km sul  temuto san pietrino.

La mattina della gara, consapevole delle difficoltà che avrei trovato a muovermi in macchina per raggiugere il Colosseo, a causa della chiusura di molte strade dovuta alla maratona e del solito divieto domenicale di circolazione per le autovetture imposto a Roma che ormai vige  da qualche anno,  in compagnia di Vincenzo, Marco e Gianluca abbiamo deciso di raggiungere il luogo di partenza tramite la metro.

Giunti sul posto, per arrivare alla nostra griglia di partenza abbiamo driblato migliaia di runners, abbiamo udito centinania  di accenti di gente proveniente da ogni parte del mondo.  Sul volto di ognuno di loro si leggeva l’emozione e la voglia di percorrere i canonici 42,195 km su un percorso così ricco di strade, piazze, fontane, monumenti, palazzi, chiese ed opere d’arte che per la loro bellezza e magnificenza non sono visibili in nessun altro luogo al di fuori di Roma.

Arrivati in griglia, il mio unico pensiero è sempre stato quello di non perdere di vista il mio Coach che oltre a darmi la giusta carica emotiva, mi aveva assicurato che sarebbe stato per tutta la gara al mio fianco per aiutarmi a raggiungere il mio obiettivo (Lui questa gara l’ha fatta per me).

Bene, poco prima del via, oltre che al Coach mi avvicino a Marco che a dieci secondi dalla partenza mi aveva confessato che aveva la pelle d’oca dall’emozione, e vi garantisco che non scherzava, infatti quando gli ho toccato un braccio per verificare se ciò che mi aveva detto fosse vero, vi assicuro che effettivamente aveva la pelle d’oca ed era emozionatissimo come un bambino alla sua prima esperienza!!! Il nostro Marco tremava come una foglia.  Forse, oltre alla sua preparazione ed alla sua forza, è proprio questo briciolo di emozione che gli ha permesso di fare una super prestazione e di stabilire il suo personale con il tempo di 2:46:07, praticamente un campione.

La gara è stata bellissima per quanto sofferta, nonostante tutto  sono riuscito a seguire le orme del Coach fino al 35 km e poi guidato da un certo Gino che ringrazio con tutto il mio cuore sono riuscito a concludere la XXII Maratona di Roma con il  tempo di 02:58:53.

Al traguardo non sapevo neanche dove fossi, tant’è vero che, sempre seguito e controllato da Gino ed illuminato da una inconsapevole allucinazione dovuta dalla fatica,  ho puntato il dito verso una persona con l’idea che fosse mio cognato apparso dal cielo come per magia per aiutarmi,  fortunatamente il malcapitato ha intuito la situazione e con l’aiuto di GINO, mi ha sorretto fino all’arrivo di una sedia a rotelle con la quale sono stato accompagnato dentro una tenda e messo su un lettino.

Dopo poco mi sono alzato ed ho raggiunto i miei amici. Ho trovato Meggie che non avendo fatto la maratona era bella e sorridente come sempre, il buon Gianluca che in quel momento odiavo per avermi superato negli ultimi metri, Marco sempre fresco ed in movimento e Vincenzo che giaceva sdraiato sull’erba sotto il sole senza dare alcun segno di vita.

Ragazzi, non vi dico che fatica per tornare a casa!!! Alla fine Meggie se ne andata in bicicletta, Gianluca e Marco li abbiamo persi di vista ed io e Vincenzo siamo rimasti soli, l’uno più stanco e malandato dell’altro. Non ci rimaneva che percorrere circa 1 km per raggiungere la metro del Circo Massimo. Ebbene, per percorrere quel km abbiamo impiegato circa un ora. Ogni 200 metri, colti dalla fatica, siamo stati costretti a fare una pausa e schiacciare una piccolo pisolino.  Dopo mille fatiche, arrivati alla metro, abbiamo stentato a trovare la giusta direzione di casa. Entrati nel vagone abbiamo parlato con gente qualunque discutendo di cose qualunque ed essenzialmente prive di senso.  Il fatto più ambiguo è stato quando arrivati alla nostra fermata, il nostro amato Coach ispirato non so da cosa, prima di lasciare il vagone con espressione lucida ed innocente mi ha chiesto: “ITALO PERCHE’ ERO SEDUTO DA QUELLA PARTE?”.