21. dic, 2016

Corri per il Verde 2016 – Lo strano percorso

“La ASD Atletica La Sbarra & I Grilli Runners” ha vinto la Classifica Generale di Società Maschile della Corri per il Verde 2016”

Da responsabile di una ASD di Roma, vincere la Corri per il Verde è una soddisfazione enorme. Si tratta di una manifestazione sportiva storica, che prende il via da 45 anni consecutivi e che è giustamente riconosciuta come la gara podistica a tappe più longeva del centro Italia. Come ho avuto modo di specificare più volte, personalmente partecipo alle Corri per il Verde ininterrottamente dal 2010 perché condivido gli ideali perseguiti di rilancio di aree verdi urbane inserite in contesti marginali e spesso degradati delle periferie romane. In questo lo sport può essere un veicolo molto importante per ridare linfa a territori in cui domina incontrastato il disagio urbanistico e sociale.

Inoltre va considerato anche l’aspetto agonistico. Nell’organizzare gare oggi c’è sempre meno passione perché si pensa di più al business e al profitto, assistiamo a questo quasi tutte le domeniche. Per fortuna qui siamo ancora lontani dalle logiche sistemiche commerciali che caratterizzano l’attuale mondo del running. Alle Corri per il Verde sono messe al primo posto le persone e il senso genuino dello sport. Lo si capisce da molte cose, dallo spirito di festa che si respira nei pre e nei post gara, dall’impegno dei volontari della UISP in ambito organizzativo e logistico, dalla tecnicità dei percorsi gara e anche dal regolamento della manifestazione.

Infatti il sistema di punteggio, qualitativo e quantitativo al tempo stesso, è costruito in modo che tutti i partecipanti risultino decisivi a livello di squadra. Questa caratteristica semplifica il lavoro di chi come me si trova a gestire l’aspetto agonistico di una ASD. Il coinvolgimento degli atleti avviene in maniera più naturale: tutti a modo loro e attraverso le loro prestazioni sono decisivi ai fini della classifica di società; tutti portano punti, dal più veloce al più lento, contribuendo al risultato finale in maniera determinante.

E quest’anno così è stato. I punti portati da tutti sono serviti a vincere la classifica generale di società maschile: ognuno di noi può sentirsi partecipe del prestigioso successo ottenuto a livello di team.

Ma questa vittoria non è arrivata per caso e non è stata determinata solo da queste quattro tappe. Esse sono state il culmine di un periodo lungo sette anni in cui, come gruppo, siamo cresciuti all’interno di questa competizione.

Infatti dal 2010 al 2013, in ambito di società maschili, abbiamo collezionato una serie di quinti e sesti posti che sono serviti per capire, per prendere le misure su una manifestazione che va vissuta dentro e fuori dal campo gara, va pianificata a tavolino e poi va corsa e va sudata, altrimenti non la puoi comprendere fino in fondo.

La svolta nel 2014: il 2 novembre alla prima tappa a Valle dell’Aniene siamo tanti, più di 20, mai così tanti prima di allora. Escono le classifiche: terzo posto tra le società maschili. L’entusiasmo iniziale resta, tutti ci vogliono provare a restare sul podio. “Quando ci ricapita”, pensano in molti. “Era vicino casa, alla prossima ci riprendono subito”, pensano altri. Ci confermiamo alla seconda tappa. Seppur in inferiorità numerica resistiamo stoicamente alla terza tappa a Villa Guglielmi. Il 14 dicembre a Tor Vergata il gran finale. Io gareggio infortunato, corro malissimo, ma non potevo non dare il mio contributo, così come altri avevano fatto in tappe precedenti. Terzo posto conquistato. Scavo 2000 e Romatletica Footworks, ci doppiano nel punteggio ma poco importa, siamo li sul podio anche noi.

Nel 2015 anche le donne partecipano alla classifica di società. Un quinto posto al primo tentativo: stesso discorso di prima, ottima base per fare esperienza e iniziare a conoscere le bellezze e le difficoltà di questa manifestazione. Per gli uomini invece la conferma sul podio. Troppo forti le due squadre davanti a noi (sempre le stesse del 2014), meglio strutturate per questo tipo di manifestazione. Troppo forti noi per gli altri. Dopo la terza tappa al Parco del Pineto siamo irraggiungibili al terzo posto. Ci confermiamo accorciando un po’ il gap con chi ci è davanti anche se il distacco dalle prime due resta sempre importante.

Però ora siamo pronti e meglio strutturati. Inoltre la novità decisiva: la famiglia si allarga. Due squadre del parco di Tor Tre Teste diventano una sola. Atletica La Sbarra da una parte, I Grilli Runners dall’altra. Alcuni già si allenano insieme, molti si frequentano al di fuori dell’ambiente corsa. Gli obiettivi sono gli stessi. Lasciamo entrambi i nomi per marcare il concetto di identità di due gruppi solidi che diventano una cosa sola. Il percorso, sportivo e umano, lo intraprendiamo tutti insieme a partire dalle Corri per il Verde 2016. Si parte il 6 novembre, ancora Valle dell’Aniene. È un trionfo: 42 uomini e 11 donne. Prendiamo subito un gran vantaggio nella classifica maschile. Le donne sono quarte, devono ancora sudare molto per avvicinarsi ai team che le precedono. Alla seconda tappa a Tor Fiscale ci presentiamo in 50 uomini e 14 donne; alla terza al Parco della Cellulosa con gli uomini siamo in 51 e facciamo segnare il record di punti della manifestazione in una sola tappa (17.901). Abbiamo  un vantaggio super e nell’ultima tappa a Villa dei Quintili i 6.300 metri del percorso sono una lunga festa per i 47 impegnati nel duro percorso saliscendi di questo luogo affascinante. 63.869 punti finali. E pensare che ne erano “bastati” meno di 48.000 a Romatletica Footworks per aggiudicarsi l’edizione 2015. Le donne scalano una posizione e centrano un terzo posto fantastico tutta qualità: 7 atlete totali in meno delle quarte classificate (Rifondazione Podistica) con una media punti superiore di 15 unità. Servirà loro per rafforzare ulteriormente lo spirito di squadra per il prossimo anno quando saranno senz’altro più consapevoli nell’affrontare determinate situazioni in gara e in fase organizzativa.

Anche nelle categorie abbiamo diverse soddisfazioni: Pamela vince la categoria SF e Donato quella SM65; secondi posti invece per Stefania nella categoria SF40 e Gryegorz in quella SM45; infine terzi posti per Alina nella categoria SF35 e Lanfranco nel SM55.

Gestire e coordinare non è stato facile ma, da subito, è stato estremamente piacevole. Si è respirata, già a partire dall’organizzazione della prima tappa, un’aria positiva e tanta tanta voglia di fare bene. Italo Merolli è stato il compagno di viaggio ideale. Insieme abbiamo curato i dettagli e provato a far combaciare due mondi diversi che domenica dopo domenica si sono avvicinati molto fino allo splendido gran finale. Alberto Alfieri, Vincenzo Ciurleo, Domenico De Vito, Valentina Ferrari e Matteo Simone hanno contribuito al coinvolgimento attivo degli atleti e delle atlete: 190 uomini e 56 donne sono stati impegnati nelle quattro tappe per un totale di 246 atleti.

E poi con noi i ragazzi e le ragazze non vedenti e ipovedenti di Achilles International Roma, la cui missione è permettere di fare sport alle persone con ogni tipo di disabilità, così da raggiungere gli obiettivi personali, aumentare l’autostima e abbattere tutte le barriere. Ada e Luciano a una tappa, Ada Maria a due tappe e soprattutto Sandro, presente sempre e comunque che all’ultima tappa, per prendere più punti possibili, è partito con tanto coraggio nelle prime file. E con loro le preziose guide, instancabili e disponibili sempre, non solo in gara ma anche negli allenamenti di gruppo che Achilles organizza: Marzio, Riccardo, Aurelia e Federica.

Il nostro “strano” percorso come squadra non finisce qui, anzi, è appena iniziato e proseguirà, tutti insieme, nei prossimi anni. Nel 2017 saranno tanti gli obiettivi sociali che affronteremo ma ricordatevi che a Novembre e Dicembre ci saranno ancora quattro tappe nel freddo e nel fango di qualche parco romano di periferia dove il titolo stavolta non dovremmo conquistarlo, ma dobbiamo difenderlo!

By Andrea Di Somma